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Dans les coulisses de l'Agartha (Codice: 978887252-306-3)

Ossendowski et la vérité: con questo titolo il celebre geografo ed esploratore svedese Sven Hedin tentò a suo tempo di cogliere con determinazione la parte di verità contenuta nel racconto delle avventure di questo personaggio controverso che, nel 1924, fu al centro di una tavola rotonda cui parteciparono, oltre all’organizzatore Frédéric Lefèvre e lo stesso Ferdinand Ossendowski, Jacques Maritain, René Grousset e René Guénon. Quest’ultimo si ispirò ampiamente a Bêtes, Hommes et Dieux nel suo libro Le Roi du Monde e difese colui che definiva in privato come «uomo di collegamento» (senza altra precisazione).

La presente opera prosegue il medesimo compito, andando ben al di là delle semplici questioni geografiche o di eventuali plagi e avendo a disposizione fonti documentarie ben più vaste e recenti, principalmente polacche e russe. Grazie a queste ultime, il lettore resterà sorpreso di vedere ciò che era stato occultato fino alla caduta del Muro di Berlino: vale a dire che fin dalla presa di potere dei bolscevichi a Mosca, vi fu non una semplice tolleranza bensì una partecipazione attiva del regime nelle imprese degli occultisti russi e degli adepti mongoli del Kâlachakra. La Ceka, da parte sua, era determinata a seguire la “via lamaista” di penetrazione al di là degli Urali. La Sezione Speciale della Ghepeù, che aveva organizzato una spedizione nei monti Altai, arrivò a progettare una spedizione a Shambala, come ci informano eminenti cattedratici e ricercatori russi contemporanei. Sempre negli ambienti russo-siberiani si trovano curiose testimonianze riguardanti le relazioni fra differenti settari “Antichi Credenti” e dei centri tantrici della “mano sinistra”.

Un altro dei punti forti del libro ‒ a onore dell’autore ‒ è l’esame comparato dell’edizione americana (del 1922) realizzata con la collaborazione del giornalista Lewis Stanton Palen ‒ e da cui procedono tutte le differenti traduzioni ‒ con l’edizione polacca del 1923, riscritta dal solo Ossendowski. Tutti avevano trascurato di farlo, pensando probabilmente che si trattasse, tutto sommato, di una semplice versione polacca. Tuttavia, questo lavoro ha portato importanti frutti inattesi: la versione polacca dell’opera, salvo alcune omissioni, non solo porta alla luce varianti molto significative, ma anche interi brani ed elementi che non si trovano nell’edizione princeps.

La figura di Ossendowski, che non era affatto un “geologo”, risalta in tutta la sua ambiguità. Il suo ruolo e le sue missioni (non solo in Asia centrale ma anche in Giappone e negli Stati Uniti, evolvono in un ampio contesto internazionale in cui si svolge il “Grande Gioco”, e rimangono in parte enigmatici (i “datori di lavoro” dell’agente di collegamento restano nell’ombra). Nonostante alcune esagerazioni, o addirittura invenzioni, il libro di Ossendowski Bêtes, Hommes et Dieux, rivela dati importanti sul suo ruolo misterioso in Mongolia: i suoi contatti con i principali monasteri, senza apparenti difficoltà malgrado l’ignoranza della lingua; con il Bogdo-Khan e in particolare con lo spietato Ungern-Sternberg. Il suo rapporto con quest’ultimo si rivelò decisivo per quanto riguarda la sorte del barone, anche se i particolari ci restano ignoti. Ossendowski fu anche il collaboratore politico del tristemente noto “Ordine n° 15” di Ungern-Sternberg.


 

Autore: de Maistre, Louis

Collana Histoire et métahistoire 3

Pagine 392

Anno di pubblicazione 2010

Lingua Francese

Codice libro 2561

Editore: Archè Edizioni
Prezzo: 75.00 Euro
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